Tecnica di Facoemulsificazione nell’intervento di cataratta

Prima di iniziare l’intervento si prepara il campo operatorio. Vengono disinfettate la cute, le palpebre e le ciglia dell’occhio da operare poi viene applicato, sul volto del paziente, un telino sterile che aderisce all’occhio.

Il paziente è adagiato su un lettino al di sotto del microscopio operatorio con una luce intensa che nei primissimi momenti può abbagliare.

Il chirurgo:

  • posiziona il blefarostato uno strumento che consente di tenere l’occhio aperto durante l’intervento,
  • pratica una piccola incisione di 2,2 mm alla periferia della cornea,
  • asporta l’involucro anteriore della cataratta, o capsula anteriore, e poi,
  • con una sottile cannula che vibra a velocità di ultrasuoni, come un piccolo martello pneumatico, frammenta la cataratta,
  • i frammenti vengono aspirati,
  • l’involucro esterno del cristallino, o sacco capsulare posteriore, che conteneva la cataratta, viene deterso e utilizzato per ospitare il nuovo cristallino artificiale o lente intraoculare che serve per mettere a fuoco le immagini sulla retina e sostituisce la lente opaca che è stata tolta

La moderna chirurgia della cataratta ha raggiunto livelli di accuratezza e precisione estremamente elevati.

Il continuo progredire della ricerca contribuisce ad apportare costanti innovazioni tecnologiche.

La facoemulsificazione, cioè la rimozione mediante frammentazione ad ultrasuoni del cristallino opacizzato è la tecnica ad ultrasuoni più utilizzata al mondo per la chirurgia della cataratta.

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