Maculopatia: le forme

Maculopatia secca o atrofica

Con l’invecchiamento compaiono a livello della macula lesioni caratteristiche denominate drusen, che all’esame del fondo oculare appaiono come chiazzette bianco-giallastre. Sono accumuli di detriti cellulari non smaltiti come avviene normalmente, che si depositano al di sotto della retina (la presenza di queste lesioni rimane asintomatica). Col tempo l’accumularsi delle drusen può causare un  danno dei fotorecettori della (la macula appare “secca”-“atrofica”) con conseguente riduzione della visione centrale più o meno grave. L’atrofia maculare è responsabile del 20% dei casi di cecità legale da degenerazione maculare senile.

Maculopatia umida o essudativa

Le alterazioni sopra descritte rappresentano una situazione di rischio perché si sviluppino al di sotto della retina dei nuovi vasi sanguigni (neovasi) con l’intento di portare nuovi nutrienti e nuovo ossigeno alla retina in difficoltà. Questi neovasi però sono alla base dell’evoluzione umida (neovascolare) della DMS poiché avendo pareti fenestrate (non continenti) perdono liquidi e/o sangue e infiltrandosi nello spessore della retina ne distruggono l’architettura. Rispetto alla forma secca il processo neovascolare-essudativo è rapidamente ingravescente e si conclude con la formazione di un’ampia cicatrice maculare in cui i fotorecettori risultano distrutti. A questo punto la visione centrale è gravemente e irrimediabilmente compromessa. La forma umida è responsabile dell’80% dei casi di cecità legale da degenerazione maculare.

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